Immagina di poter navigare su internet ad altissima velocità ovunque ti trovi sul pianeta: in montagna, in mezzo al deserto, su un volo intercontinentale o in una remota zona rurale dove la fibra ottica non arriverà mai. Non è fantascienza: è la promessa di Amazon Leo, il progetto di connettività satellitare che sta per rivoluzionare l’accesso a internet nel mondo. Dopo sette anni di ricerche e sviluppo sotto il nome in codice “Project Kuiper”, Amazon si prepara a lanciare commercialmente il suo servizio a metà 2026, entrando in competizione diretta con Starlink di Elon Musk.
Amazon ha presentato al mondo il suo nuovo servizio di connettività satellitare su cui sta lavorando dal 2019 e che si chiama Amazon Leo. Il nome scelto richiama l’orbita terrestre bassa, la Low Earth Orbit, dove la costellazione di satelliti viaggerà, permettendo anche ai luoghi più remoti di avere una connessione internet. In questo articolo scopriremo cos’è Amazon Leo, come funziona la sua tecnologia, quando sarà disponibile e perché potrebbe cambiare per sempre il modo in cui pensiamo alla connettività globale.
Cos’è Amazon Leo e da Dove Nasce
Amazon Leo è una sussidiaria di Amazon stabilita nel 2019 per dispiegare una grande costellazione di satelliti internet che fornirà connettività a banda larga a bassa latenza. Il progetto inizialmente ha operato come “Project Kuiper”, ispirandosi alla Fascia di Kuiper, una cintura di asteroidi ai confini del nostro sistema solare. Solo a novembre 2025 Amazon ha svelato il nome definitivo: Leo, un riferimento diretto all’orbita in cui operano i satelliti.
Ma perché Amazon ha deciso di investire miliardi in questo settore? La visione era semplice: ci sono ancora miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso a una connessione Internet ad alta velocità e milioni di aziende, enti governativi e altre organizzazioni che operano in aree prive di connettività affidabile. Il divario digitale è un problema reale: anche a soli 60 minuti di auto dalle grandi città americane, molte zone perdono completamente la connettività. Le soluzioni terrestri tradizionali sono costose, complesse e geograficamente limitate.
Nel luglio 2020 la Federal Communications Commission ha autorizzato Amazon a dispiegare 3.236 satelliti in orbita terrestre bassa. Per supportare la costellazione, Amazon ha acquistato 92 lanci di razzi da United Launch Alliance, ArianeGroup e Blue Origin per un costo totale che supera i 10 miliardi di dollari. È il più grande contratto commerciale di lanci spaziali mai siglato nella storia.
Come Funziona la Rete Amazon Leo
La tecnologia alla base di Amazon Leo è affascinante quanto complessa. Il funzionamento della rete si basa su tre elementi fondamentali: l’infrastruttura a terra, i satelliti e le antenne dei clienti.
Infrastruttura a Terra
A terra si trovano i gateway che gestiscono il traffico dati e le antenne TT&C responsabili del controllo e del tracciamento dei satelliti. Queste stazioni di terra sono distribuite strategicamente nel mondo e connesse tramite fibra ottica alla rete internet globale, creando la spina dorsale che collega lo spazio alla terra.
I Satelliti in Orbita
La costellazione satellitare di Amazon Leo è pianificata per consistere di 3.236 satelliti operanti in 98 piani orbitali distribuiti in tre gusci orbitali, uno ciascuno a 590 km, 610 km e 630 km di altitudine. Questa architettura multi-livello garantisce copertura ridondante: se un livello ha una lacuna, i satelliti degli altri livelli la compensano.
Una delle caratteristiche tecniche più rilevanti dei satelliti Amazon Leo è l’impiego di collegamenti laser per comunicare tra di loro, che permettono di aumentare la capacità di rete e ridurre ulteriormente la latenza. Questi laser sono capaci di mantenere 100 Gbps su distanze fino a 2.600 km tra due satelliti che si muovono a 25.000 km/h.
Le Antenne degli Utenti
Amazon ha sviluppato tre modelli di terminali per connettersi alla rete satellitare, ciascuno pensato per esigenze diverse:
A seconda dell’antenna fornita, il servizio permetterà di raggiungere velocità fino a 1 Gbps in download e fino a 400 Mbps in upload (Leo Ultra), fino a 400 Mbps in download (Leo Pro) e fino a 100 Mbps in download (Leo Nano).
Leo Nano è il terminale più compatto, circa 18 cm quadrati, portatile e pensato per chi necessita di mobilità.
Leo Pro è leggermente più grande (circa 28 cm) e può essere spostata facilmente, ideale per piccole imprese o case.
Leo Ultra è la soluzione professionale: pesa 19,5 kg, misura circa 51x76 cm e dev’essere installata fisicamente, ma offre prestazioni paragonabili alla fibra ottica terrestre.
Amazon Leo ha creato alcuni dei terminali utente più avanzati mai realizzati, inclusa la prima antenna phased array commerciale in grado di supportare velocità nell’ordine del gigabit.
Stato Attuale del Dispiegamento
Il primo lancio operativo dei satelliti è avvenuto nell’aprile 2025, mentre a oggi, dopo l’ultimo invio del 4 aprile, sono già 241 i dispositivi in orbita. Può sembrare un numero modesto confrontato con Starlink che gestisce oltre 10.000 satelliti, ma Amazon sta accelerando rapidamente.
La fabbrica di Amazon a Kirkland, Washington, è capace di produrre fino a cinque satelliti al giorno. La società ha anche costruito facility dedicate al Kennedy Space Center in Florida per integrare i satelliti prima dei lanci. Amazon ha ottenuto l’approvazione per dispiegare anche un sistema di seconda generazione e ha continuato a proteggere capacità di lancio per accelerare i piani di dispiegamento a breve termine e supportare i piani a lungo termine di Amazon Leo.
La Federal Communications Commission ha imposto scadenze precise: Amazon deve lanciare e far operare metà della costellazione entro il 30 luglio 2026 e il resto entro il 30 luglio 2029. A gennaio 2026, però, Amazon ha richiesto un’estensione di 24 mesi per il primo traguardo, citando ritardi nei lanci, problemi tecnici e la priorità data ai lanci governativi.
Quando Sarà Disponibile e in Quali Paesi
Il CEO di Amazon Andy Jassy ha dichiarato che la costellazione satellitare di Amazon è programmata per lanciare il servizio a metà 2026, in una lettera agli azionisti di giovedì. Questo è l’annuncio più concreto finora rilasciato sull’inizio del servizio commerciale.
Amazon Leo dovrebbe iniziare a fornire servizio nel 2026, partendo da cinque paesi: Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Germania. La copertura si espanderà progressivamente, iniziando dalle latitudini settentrionali e meridionali prima di estendersi verso l’Equatore.
Per l’Italia non è ancora stata annunciata una data precisa di disponibilità. Tuttavia, considerando che l’Europa è tra i mercati prioritari e che Amazon ha già contratti di lancio con Arianespace, è ragionevole aspettarsi un’estensione europea entro la fine del 2026 o l’inizio del 2027.
Amazon prevede di offrire le prime connessioni a clienti enterprise entro la fine del 2025, per poi espandersi rapidamente nel 2026 con il lancio di ulteriori satelliti e l’aumento della capacità di rete. Alcune aziende selezionate stanno già testando la rete in anteprima.
Partner e Clienti Già Acquisiti
Nonostante il servizio non sia ancora pubblicamente disponibile, Amazon ha già firmato accordi significativi con clienti enterprise e governativi. Tra i clienti e i partner ci sono la compagnia aerea JetBlue, L3Harris, DIRECTV Latin America, Sky Brasil e l’operatore pubblico NBN Co., l’operatore della National Broadband Network australiana.
La compagnia aerea Delta Airlines ha scelto Amazon Leo per la sua futura rete Wi-Fi, iniziando con 500 aerei nel 2028. Delta Airlines si unisce ad altre aziende ed enti come JetBlue, AT&T, Vodafone, DIRECTV America Latina, la National Broadband Network australiana, la NASA e altri ancora.
L’integrazione con le compagnie aeree è particolarmente strategica: trasformerà l’esperienza di volo permettendo connessioni veloci e stabili anche a 10.000 metri di altezza. Altri settori target includono logistica, energia, telecomunicazioni, agricoltura (Connected Farms) e agenzie governative.
Prestazioni Promesse e Confronto con Starlink
Secondo Andy Jassy, le prestazioni saranno significativamente superiori rispetto alle attuali offerte satellitari, con miglioramenti stimati fino a otto volte in uplink e il doppio in downlink. Questa è una promessa audace, considerando che Starlink offre già prestazioni di tutto rispetto.
La latenza è un elemento critico per qualsiasi servizio internet. I sistemi LEO come Amazon Leo dovrebbero operare nel range di 20-40 millisecondi in condizioni normali. Per confronto, i satelliti geostazionari tradizionali hanno latenze tra 600 e 700 millisecondi, mentre la fibra ottica terrestre si attesta sui 10-20 ms. Amazon Leo, quindi, si posiziona a un livello di prestazioni paragonabile alle connessioni terrestri.
Il vero differenziatore è l’integrazione nativa con AWS: Leo non è solo connettività, ma un layer infrastrutturale cloud che abilita storage, analisi e AI in aree remote. Questa sinergia con Amazon Web Services è un vantaggio unico rispetto a Starlink: le aziende potranno trasferire dati direttamente ai loro workload cloud senza passare per internet pubblico.
Un altro elemento strategico riguarda i prezzi, che dovrebbero risultare più competitivi rispetto alle alternative presenti sul mercato. Amazon punta inoltre sull’integrazione con Amazon Web Services (AWS), consentendo a imprese e governi di sfruttare la rete satellitare per applicazioni avanzate come analisi dati, intelligenza artificiale e archiviazione distribuita.
Sostenibilità e Gestione Responsabile dello Spazio
La proliferazione di migliaia di satelliti solleva legittime preoccupazioni ambientali e astronomiche. I satelliti impiegano tecnologie avanzate per garantire la sostenibilità dello spazio: ogni satellite possiede sistemi di deorbitazione controllata, riduzione della luminosità (per limitare l’impatto sull’astronomia) e protocolli per mitigare il rischio di collisioni con i detriti spaziali.
Amazon afferma di aver progettato l’intera costellazione con la gestione responsabile dello spazio come principio centrale. Dall’architettura della costellazione alle procedure operative, tutto è stato pensato per ridurre rischi, interferenze e detriti. Tuttavia, la comunità astronomica continua a sollevare preoccupazioni sull’inquinamento luminoso causato dalle mega-costellazioni satellitari.
Produzione, Lanci e Investimenti
Amazon Leo è parte della divisione Devices and Services, la stessa che sviluppa Kindle, Echo ed eero. Le operazioni principali sono basate nello stato di Washington, tra Redmond per ricerca e sviluppo e Kirkland per la produzione. Qui Amazon ha costruito una fabbrica capace di produrre fino a cinque satelliti al giorno, mentre al Kennedy Space Center in Florida si svolgono le attività di integrazione prima dei lanci.
Amazon Leo ha investito oltre 500 milioni di dollari in capacità di produzione satellitare e ha aggiunto oltre 1 milione di piedi quadrati di spazio per costruire e immagazzinare i suoi satelliti. L’azienda ha dichiarato che la spesa per Amazon Leo raggiungerà più di 1 miliardo di dollari solo quest’anno.
La strategia di lancio è multi-fornitore, riducendo i rischi di dipendenza da un unico vettore. Amazon ha contratti con Blue Origin (razzi New Glenn), United Launch Alliance (Atlas V e Vulcan), Arianespace (Ariane 6) e persino SpaceX (Falcon 9), il principale concorrente nel settore satellitare. Il lancio è una delle 80 missioni prenotate da Amazon con diversi partner. Amazon ha adottato una strategia di lancio multi-fornitore, stipulando il più grande accordo di lancio commerciale della storia.
Sfide e Ritardi
Il percorso verso il lancio commerciale non è stato privo di ostacoli. Amazon Leo ha completato solo sette dei più di 20 lanci originariamente programmati per il 2025. I ritardi sono dovuti a problemi con i nuovi vettori, condizioni meteorologiche avverse e la priorità data ai lanci governativi.
Inoltre, il confronto con Starlink evidenzia il gap da colmare: mentre Amazon ha circa 241 satelliti operativi, Starlink ne gestisce oltre 8.000-10.000 ed è già disponibile in oltre 70 paesi con più di 10 milioni di abbonati. SpaceX ha anche presentato domanda per quella che potrebbe essere la più grande IPO della storia, puntando a una valutazione fino a 1,75 trilioni di dollari, potenzialmente entro giugno 2026.
Tuttavia, Amazon ha dalla sua parte risorse finanziarie praticamente illimitate, capacità logistiche globali, integrazione con AWS e l’enorme base clienti Prime. Questi vantaggi potrebbero consentirle di recuperare terreno rapidamente.
Conclusione
Amazon Leo rappresenta una delle sfide tecnologiche e logistiche più ambiziose mai intraprese da Amazon. Dopo sette anni di sviluppo, con oltre 10 miliardi di dollari investiti e 241 satelliti già in orbita, il servizio si prepara al lancio commerciale a metà 2026. Le promesse sono allettanti: velocità fino a 1 Gbps, prestazioni superiori di 6-8 volte in upload rispetto alle alternative attuali, prezzi competitivi e integrazione unica con i servizi cloud AWS.
Per miliardi di persone che vivono in aree non servite da infrastrutture terrestri, per aziende che operano in ambienti remoti, per governi e organizzazioni internazionali, Amazon Leo potrebbe rappresentare la soluzione tanto attesa al divario digitale globale. La sfida a Starlink è lanciata, e i prossimi mesi saranno decisivi per capire se Amazon riuscirà a mantenere le sue promesse e a trasformare la connettività satellitare in una commodity accessibile a tutti.
Se siete interessati al servizio, potete già iscrivervi al sito ufficiale leo.amazon.com per ricevere aggiornamenti sulla disponibilità nella vostra area. La nuova era dell’internet globale è alle porte.