Il 10 aprile 2026 segna una data spartiacque per Amazon Luna. Amazon ha annunciato ufficialmente che disabiliterà gli store di terze parti e gli acquisti, chiudendo un capitolo importante della sua offerta di cloud gaming. Non si tratta di una chiusura totale della piattaforma, ma di un cambio radicale di strategia: Luna diventa un servizio esclusivamente basato su abbonamento, abbandonando la possibilità di acquistare giochi singoli e di collegare librerie esterne.
La notizia ha colto di sorpresa molti utenti che avevano investito denaro nell’acquisto di titoli o che sfruttavano la funzione Bring Your Own Library per giocare in streaming ai giochi già posseduti su altre piattaforme. Ma cosa significa concretamente questo cambiamento? E perché Amazon ha deciso di fare marcia indietro su una delle caratteristiche distintive di Luna?
Cosa Chiude Esattamente su Amazon Luna
Le grandi collaborazioni con EA, GOG e Ubisoft non continueranno oltre giugno di quest’anno. Dal 10 aprile 2026, non è più possibile acquistare giochi singoli su Luna né sottoscrivere nuovi abbonamenti di terze parti come Ubisoft+ e Jackbox Games attraverso la piattaforma.
Amazon Luna elimina il supporto a Bring Your Own Library, cioè la funzione che permetteva di usare sulla piattaforma giochi già acquistati altrove. Spariscono anche gli acquisti singoli e i canali in abbonamento di terze parti. Questo significa che l’ecosistema “aperto” che Amazon aveva tentato di costruire viene smantellato in favore di un modello chiuso, simile a quello dei servizi di streaming video come Netflix.
Anche i negozi di terze parti (EA, Ubisoft e GOG) sono stati rimossi da Luna. Gli store integrati che permettevano di acquistare titoli direttamente dalla piattaforma e poi giocarli in streaming sono stati disattivati immediatamente dall’annuncio.
Le Date da Ricordare
La transizione non avviene tutta in un colpo solo. I giochi acquistati singolarmente resteranno giocabili fino al 10 giugno 2026. Dopo quella data verranno rimossi da Luna. Questo lascia agli utenti due mesi per completare i titoli in corso o per scaricare i salvataggi.
Il 3 giugno 2026, verrà disattivata anche la funzione “Bring Your Own Library”, che permetteva di usare su Luna i giochi già posseduti su altre piattaforme. Una settimana dopo, il 10 giugno, anche i titoli acquistati su Luna scompariranno definitivamente dalla piattaforma.
Per quanto riguarda gli abbonamenti esterni, gli abbonamenti Ubisoft+ e Jackbox Games acquistati su Luna si rinnoveranno un’ultima volta al termine dell’attuale ciclo di fatturazione, per poi essere annullati automaticamente. Chi volesse continuare a usare Ubisoft+ dovrà sottoscrivere l’abbonamento direttamente dal sito Ubisoft.
Cosa Succede ai Giochi Acquistati
Una delle domande più frequenti riguarda il destino dei giochi già comprati. I giochi acquistati tramite Luna da EA, GOG e Ubisoft potranno essere usati ancora tramite le piattaforme delle rispettive compagnie, ovviamente. Amazon non rimborserà gli acquisti.
In pratica, chi aveva acquistato titoli su Luna collegando il proprio account EA, GOG o Ubisoft mantiene la proprietà di quei giochi, ma dovrà scaricarli e giocarli sui launcher tradizionali (EA App, GOG Galaxy, Ubisoft Connect). Non sarà più possibile accedere a quei titoli in streaming tramite Luna.
Amazon ha anche indicato che i giocatori potranno scaricare i salvataggi per un periodo fino a 90 giorni dopo la scadenza di giugno. Questo permette di recuperare i progressi e, dove possibile, trasferirli sulle versioni locali dei giochi. Tuttavia, Amazon avverte che “non può garantire che i save data scaricati da Luna funzioneranno su altri servizi di gaming” e raccomanda di scaricare i salvataggi il prima possibile e testarne la compatibilità.
Come Cambia l’Offerta di Amazon Luna
Luna rinuncia a essere una piattaforma più aperta e torna a essere soprattutto un servizio a catalogo. Dopo questa svolta, rimangono solo due modalità di accesso alla piattaforma.
La prima è Luna Standard, parte dell’abbonamento Prime, che include una libreria limitata di giochi regolarmente rimossi e aggiunti. Chi è già abbonato ad Amazon Prime può accedere gratuitamente a una selezione rotante di titoli, senza costi aggiuntivi oltre ai 4,99 euro mensili (o 49,90 euro annuali) dell’abbonamento Prime stesso.

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La seconda opzione è Luna Premium, l’abbonamento da 9,99 dollari al mese, che raccoglie la libreria più ampia della piattaforma. Luna Premium offre 155 giochi, ma la maggior parte sono titoli più datati del catalogo, con qualche eccezione come FC26, Hogwarts Legacy e Indiana Jones and the Great Circle.
L’azienda offrirà agli utenti coinvolti un accesso gratuito a Luna Premium per un periodo limitato come gesto di buona volontà verso chi perde l’accesso ai giochi acquistati. Le istruzioni per riscattare questa promozione verranno inviate via email a partire dal 10 giugno 2026.
Perché Amazon Ha Fatto Questa Scelta
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la decisione nasce dal feedback degli utenti, sempre più orientati verso un’esperienza più semplice, immediata e social, con contenuti costanti e provenienti da sviluppatori “di fiducia”. La comunicazione ufficiale parla di semplificazione e di risposta alle esigenze degli utenti, ma la realtà sembra più complessa.
Amazon non ha mai diffuso le cifre sugli abbonamenti Luna dal lancio, un silenzio che tipicamente segnala numeri a una sola cifra in milioni, in un mercato dove PlayStation Plus conta oltre 47 milioni di abbonati. Il marketplace di terze parti di Luna ha generato così poca trazione che Amazon ha preferito eliminare l’intera infrastruttura di acquisto piuttosto che continuare a gestirla.
Il modello di business ibrido ovvero gli acquisti singoli più abbonamento, si è rivelato poco chiaro per gli utenti e poco redditizio per Amazon. Una scelta drastica che segna un punto di svolta nella strategia gaming di Amazon, già ridimensionata negli ultimi mesi dopo risultati poco convincenti sul fronte delle produzioni interne.
Il Confronto con Google Stadia
La decisione di Amazon riporta alla mente la chiusura di Google Stadia, avvenuta nel gennaio 2023. Google Stadia ha chiuso i server il 18 gennaio 2023, con il vicepresidente Phil Harrison che ha affermato: “Sebbene l’approccio di Stadia ai giochi in streaming per i consumatori sia stato costruito su una solida base tecnologica, non ha ottenuto la spinta che ci aspettavamo”.
C’è però una differenza cruciale: Google ha offerto rimborsi per tutti gli acquisti di hardware Stadia (controller, Founders Edition, Premiere Edition) effettuati tramite il Google Store, mentre i controller e i dispositivi non dovevano essere restituiti. Sono stati rimborsati anche giochi e acquisti di componenti aggiuntivi tramite lo Stadia store. Amazon, al contrario, non prevede rimborsi per gli acquisti effettuati su Luna, dato che i giochi rimangono accessibili attraverso le piattaforme originali.
Secondo uno studio della CMA britannica, Stadia aveva meno del 5% di quota di mercato nel cloud gaming, dove Microsoft domina. Anche Luna sembra soffrire della stessa mancanza di massa critica.
Il Futuro del Cloud Gaming
Amazon non vuole più inseguire i giganti del gaming tradizionale, ma ritagliarsi uno spazio preciso nel cloud gaming. Resta da capire se questa scelta porterà a un’esperienza più solida o se rischierà di allontanare una parte degli utenti.
Il cloud gaming attraversa una fase di assestamento. La finestra 2029-2033 appare come il momento più probabile per un cambio di paradigma nei mercati tecnologicamente avanzati. Il futuro non sarà una vittoria per KO tecnico di una piattaforma sull’altra, ma una convivenza dove il cloud rappresenterà la comodità universale e l’hardware locale la nicchia per gli entusiasti.
Microsoft con Xbox Game Pass Ultimate rimane il punto di riferimento del settore. Xbox Game Pass Ultimate è il Netflix dei giochi. Il servizio di Microsoft è disponibile solo come parte dell’abbonamento a 15 dollari al mese, offrendo centinaia di titoli in streaming più i vantaggi dell’abbonamento console.
NVIDIA GeForce Now rappresenta un modello diverso, permettendo agli utenti di streammare giochi già posseduti su altre piattaforme, mentre Amazon Luna si sta ora posizionando come alternativa più semplice e diretta, rinunciando alla flessibilità in cambio di un’esperienza più curata.
Conclusione
Il cambio di rotta di Amazon Luna rappresenta molto più di un semplice aggiustamento strategico. È il riconoscimento che nel cloud gaming non basta avere l’infrastruttura tecnologica: serve un modello di business chiaro, una massa critica di utenti e, soprattutto, una proposta di valore netta per i giocatori.
Per chi aveva investito nell’acquisto di giochi su Luna, i prossimi due mesi saranno cruciali per scaricare i salvataggi e migrare verso le piattaforme originali. Per tutti gli altri, Luna diventa semplicemente un altro servizio in abbonamento nel già affollato mercato del cloud gaming, con il vantaggio dell’integrazione con Amazon Prime ma senza più le caratteristiche che la rendevano diversa dalla concorrenza.
Resta da vedere se questa semplificazione sarà sufficiente a far decollare un servizio che finora non ha saputo convincere il grande pubblico. O se, come Stadia prima di lei, Luna finirà per rappresentare un esperimento interessante ma non riuscito nel tentativo di ridefinire il modo in cui giochiamo ai videogiochi.